
"È dal 1062 sede dei Vescovi di Urbino. La costruzione primitiva è da annoverarsi fra le più antiche della città essendo stata a sua volta edificata su resti megalitici delle mura, forse preromane, che tuttora si vedono alla base dell'edificio verso occidente, dal giardino.
Importanti rinnovamenti si fecero certamente nel 1563 dopo che la sede vescovile fu elevata alla dignità metropolitana, benché sia da credere che , almeno un secolo prima, al tempo della costruzione del duomo dei Martini, e forse ancora prima, il palazzo si fosse adeguato gradualmente ai tempi. Ad esempio, nel cortile, uno stemma in pietra con l'aquila incoronata, ricorda il restauro compiuto dal vescovo Arrivabene circa il 1495, lo stesso committente della cappella del duomo.
Ma, a partire dal 1621, sembra che, almeno i vescovi, abitassero nel palazzo ducale perché quello vescovile era in rovina. Si dovette perciò attendere l'avvento di papa Albani per intraprendere interventi importanti e risolutivi, conclusi nel 1708, ottavo del pontificato di Clemente XI come testimonia l'iscrizione nell'architrave dell'ingresso.
È un quieto prospetto con il portale sormontato da un balcone con l'elegante ringhiera, che sembra dovuto a un disegno di Carlo Fontana, fornito durante la già ricordata presenza in Urbino dell'architetto per il campanile e altri interventi (1703). Una testimonianza "romana" che dovette incoraggiare l'inclinazione a un fare già contenuto del Settecento urbinate. È da credere che gli altri interventi, perfino su muri maestri, dovuti in seguito all'arcivescovo Monti, solo una sessantina di anni dopo, non abbiano intaccato quello che era ormai l'aspetto definitivo, e attuale, della costruzione, almeno dall'esterno."
Da
Urbino, i mattoni e le pietre, Franco Mazzini, Argalia Editore, 1982 Urbino.
Visualizza sulla mappa al numero 18